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Tricky: False Idols ci restituisce un idolo Vero

Tricky: False Idols ci restituisce un idolo Vero

Non sono mai stato un ascoltatore sfegatato di questo artista, che tuttavia non ha mai smesso di incuriosirmi. Sarà per la sua infanzia travagliata, sarà perché ha contribuito alla nascita di uno dei miei gruppi preferiti, i Massive Attack, di cui non ha mai fatto realmente parte nonostante l’aver posto le basi artistiche che risuoneranno per un decennio. “False Idols” è un gran bel disco, che scorre via come un treno mentre lo si ascolta, pur non aggiungendo niente di nuovo e di particolarmente innovativo alla carriera di Tricky; un album estremamente coerente, caratteristica rara in un periodo del genere. Canzoni, questo ci aspettavamo e questo abbiamo ottenuto: arrangiamenti lineari che battono il sentiero del trip-hop anni ’90, senza le influenze degli anni da poco trascorsi. Molti dei suoi fan hanno accolto i lavori passati con indifferenza, giudicando il suo operato “senza infamia e senza lode” ma sempre ricco di coerenza e dignità. Qui, invece, la qualità spicca e probabilmente resterà nel novero delle sue migliori produzione. Particolarmente azzeccate le partecipazioni femminili di Francesca Belmonte (londinese di origini chiaramente italiane) in “Nothing’s Changed” e la fantastica “Nothing Matters” con la cantante Germano-nigeriana Nneka. Bentornato Tricky, in attesa di saggiare la tua dimensione live.

Ettore Vivo

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