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Take a walk on the wild side…

Take a walk on the wild side…

La domenica la vivi sempre con un mood misto fra malinconia ed attesa, una convenzione cadenzata che si trascina stancamente nell’indugio di una nuova settimana che sta per cominciare. La domenica suona come “Perfect Day”, capolavoro di quel poeta di Lou Reed che, curiosamente, proprio ieri ha abbandonato il mondo del rock a 71 anni. Di note biografiche ce ne sarebbero a bizzeffe, e i siti delle testate nazionali non lesinano pezzi (preparati con ampio anticipo e, spesso, senza il minimo interesse verso la figura che non c’è più) dove vengono elencati nascita, morte, album editi, collaborazioni importanti, premi vinti ed anche premi persi: ma a chi interessa per davvero quest’agghiacciante sequela di vita, morte e miracoli? La musica si ascolta, ed attraverso le nostre orecchie può assurgere ad uno stato superiore, trascendere dal tempo e “ritornare” nel pieno della sua forza: com’è capitato anche al nostro Reed il quale, a 24 anni dalla pubblicazione della succitata “Perfect Day”, ha assistito al ritorno sulla cresta dell’onda del suo singolo grazie al film Trainspotting, opera che ha indiscutibilmente veicolato il ricordo del cantautore newyorkese nelle menti (e nelle orecchie) dei più giovani). Non è mai troppo tardi: i Velvet Underground (con l’apporto determinante dell’inventiva e dell’originalità del proprio frontman) hanno lanciato Lou Reed nell’olimpo del rock, che una volta accantonata la band ha regalato autentiche perle da solista; ascoltare la sua produzione musicale è il regalo più bello che si possa fare ad un’Artista, e la maiuscola non è un’errore di distrazione. Alla faccia di Lulu. Maledetta domenica.

Giandomenico Piccolo

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