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“Si alza il vento”.. L’ultimo respiro del Maestro

“Si alza il vento”.. L’ultimo respiro del Maestro

Senza mezzi termini, l’ultimo film di Hayo Miazaky è un capolavoro sotto ogni punto di vista. Ovviamente lo dico da fan del maestro dell’animazione giapponese, e senza dimenticare che è l’ultima opera a cui l’autore di Totoro e Ponyo darà la firma. Sotto questo punto di vista “si alza il vento” può essere letto in decine di modi diversi, fino a renderlo una metafora della vita e della carriera di Miazaky stesso. Totalmente diverso dai suoi predecessori, “si alza il vento” lascia spiazzati, quasi senza fiato, grazie al suo realismo quasi barocco. Effetti di luce, infiniti piani di parallasse sembrano dar sfogo ad uno sforzo stilistico e tecnico senza precedenti. La sceneggiatura complessa e delicata, tocca il tema dei sogni intesi come aspirazioni, quelle più recondite che rendono tale un’esistenza. Il desiderio del volo come atavica tendenza, la passione per gli aerei e per le loro forme perfette e naturali come pretesto per superare i propri limiti. Una storia d’amore a far da contorno a tutto questo insieme ad un’amicizia sincera. Tutto torna in maniera dolce e perfetta. Certo l’assenza quasi totale di elementi fantastici è la vera novità. Così come la “facies” dei protagonisti decisamente diversi dagli altri protagonisti dell’universo di Miazaki. Sarà il visibilio ma non ho potuto fare a meno di cogliere delle autocitazioni: la sorella del protagonista jiiro, Evidentemente somigliante a Mei di Totoro, si ritrova in un autobus, che ricorda molto da vicino il Gattobus, una delle icone dello studio Ghibli, ancora insieme a raffigurare il passaggio tra la vita e la morte.
Come sempre incredibili le trovate del maestro giapponese in grado di farci sentire la “voce” del terremoto, il suono sordo e profondo come presagio di una catastrofe imminente, come l’urlo di una forza superiore a tutto. Lo stesso urlo il protagonista lo ascolta a presagire i propri fallimenti personali.
“Si alza il vento” è la rappresentazione di una vita vissuta nella ricerca affannosa della realizzazione di un sogno, sacrificando se stessi e i propri affetti, spinti dall’affannosa ricerca di valicare i limiti che il genere umano impone, salvo poi rendersi conto che ciò che si è fatto si sia trasformato in qualcosa di diverso da ciò che ci si era prefissati.
Non so se veramente questo film sarà l’ultimo del Maestro indiscusso del cartone animato. Se anche fosse, però, questo film rappresenta il giusto coronamento di una carriera stellare. Un film da guardare tenendo presente tutti gli altri capolavori di questo artista, anzi come se i loro protagonisti fossero lì seduti accanto a voi.

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