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Rolling Stones il live report

Rolling Stones il live report

I Rolling Stones sono i Rolling Stones. Non è un caso. Il concerto del circo massimo a Roma, un evento destinato ad entrare nella storia della musica live in Italia ne è la prova. 70.000 paganti (il dato più o meno ufficiale) ma chi di concerti ne ha visti ne ipotizza più di 100.000 persone che per tutto il giorno si sono accalcate nell’area bellissima vicino ai fori imperiali. E lo spettacolo è stato bello ed emozionante tanto da ripagare il caldo e la fatica. L’open act di John Mayer si è rivelata una perla entusiasmante e perfettamente reso da un impianto da far drizzare i capelli a 50km di distanza. Ovvio tutt’altro impatto emotivo è stato vedere il grande Mick entrare in scena con la sua band. Un misto di amarcord e stupore. “Guarda che energia a 67 anni!” Il commento più comune tra i presenti. A dire la verità il peso degli anni si fa sentire nel corso delle 2 ore scarse di concerto, non tanto per il sinuoso frontman quanto per Keith Richards, sempre più somigliante ad un cattivo di Resident Evil che ad un chitarrista. Le difficoltà palesate a metà concerto sono state occultate brillantemente da un set di mezz’ora a far casino. Il concerto fila iva liscio come l’olio e la sensazione a fine concerto è quella di un pacato appagamento, in cui tutto quello che ci si aspetta è stato ottenuto, ne un granello di più n’è uno di meno. Dal punto di vista emotivo, credo che quello di ieri rimarrà a lungo nella storia come uno degli eventi più importanti della storia.
Il comune di Roma in tutto questo non si è dimostrato all’altezza della situazione. Non si può prendere con una leggerezza tale un evento di tale portata. Gente assiepata sugli alberi e sui tetti dei bagni chimici, forze dell’ordine assenti o incapaci di controllare la folla, scarsa collaborazione tra forze dell’ordine e steward degli organizzatori. La sensazione è che tutto ciò prende origine da una questione culturale: l’Italia non è in grado di supportare l’industria dell’enterteinment come il resto d’Europa, basterebbe vedere come si gestisce l’ordine pubblico in Inghilterra per aver un ottimo punto da cui partire. 20140623-120429-43469932.jpg

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