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Rock in un Anfiteatro: l’esperienza de “Le Notti nella Carestia”

Rock in un Anfiteatro: l’esperienza de “Le Notti nella Carestia”

Nella terza serata che segna la conclusione della prima tranche estiva de “Le Notti nella Carestia”, 4 gruppi hanno animato l’Odeon di Piazzolla di Nola. Partiamo dalla location: un piccolo anfiteatro, uno spazio raccolto davvero suggestivo dove la musica è libera di propagarsi sotto le stelle in un’interazione pubblico/artista pressoché totale che, mettici anche la poca consapevolezza degli spazi cittadini che affligge molti, non è propriamente immediato da raggiungere. Apre il live Tjkho: l’elettronica sospesa nella sua dimensione più eterea inframmezzata da skit parlati, molto più che un semplice dj set, una vera e propria esibizione che “riscalda” in modo ottimale le orecchie dei presenti, da approfondire. Dopo i (piacevolissimi) 20 minuti di Tjkho, tocca ai Big Ben Shout: da una parte il rock nudo e crudo, dall’altra la sperimentazione degli anni ’70; la band cerca di porsi nel mezzo dei due estremi ma c’è ancora qualcosa che non convince del tutto e, se dal punto di vista musicale non si può assolutamente biasimare nulla, manca un pizzico di personalità che potrebbe permettere alla band di fare il grande salto. Personalità che hanno da vendere i quattro scatenati de “La Fontana Nera”: suonano a piedi nudi sul palco “perché il vero rock si fa così” e sanno coinvolgere sapientemente grazie ai testi totalmente no-sense. Dietro a slogan del tipo “le nostre abitudini alimentari ci porteranno alla rovina” (che mi sono ritrovato a canticchiare nonostante non li avessi mai ascoltati) si nascondono i riferimenti al rock alternativo degli anni ’80/’90, interpretato con carattere e menefreghismo scanzonato. Bravi. A chiudere il concerto, una realtà che negli ultimi anni ha saputo farsi spazio nell’underground partenopeo: JFK & La Sua Bella Bionda è oramai un gruppo maturo, e “Le conseguenze dell’umore” è la più fulgida testimonianza di questi processo di crescita che ho avuto modo di saggiare in diverse occasioni; i brani del debutto discografico suonano meravigliosamente dal vivo e considero Lelio Morra e compagni ormai pronti per palchi e manifestazioni di alto spessore. Termina così, a notte inoltrata, la prima esperienza di un gruppo di ragazzi che ha profuso sforzi ed impegno per portare una diversa concezione della musica nella periferia dell’Agro Nolano: kermesse ammirare e che merita davvero (calcolando che l’ingresso era irrisorio: meno di 1€ per ogni gruppo), chi ci ha perso sono le persone che hanno preferito altro.

Giandomenico Piccolo

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