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Rievoluzioni Festival: l’edizione 2013 tra pioggia e buona musica

Rievoluzioni Festival: l’edizione 2013 tra pioggia e buona musica

Convinzione generale: quando qualcosa è bagnata, diventa automaticamente fortunata. Tutto bellissimo – sai quanti cantautori hanno attinto a piene mani dai temporali? – ma la situazione diventa un attimino differente se i rovesciamenti che Giuliacci ha dimenticato di segnalare rischiano di far saltare un festival all’aperto.

Rievoluzioni 2013 è stato ad un passo dal diventare l’evento più sfortunato della – in verità appena iniziata – stagione concertistica estiva, quella fatta di alti tassi d’umidità e zanzare. Così non è stato e Siano c’ha guadagnato: il paesino del salernitano ha scoperto Roberto Angelini, Sadside Project e Iori’s Eyes oltre che Jack & Jin ed i Rew Out.

Sono proprio quest’ultimi a rompere gli indugi e, una volta liberate dai cellophane le strumentazioni, danno il via al Rievoluzioni Festival. La performance degli aversani, rimaneggiati dall’assenza di due elementi, stenta a decollare e, complice il ritorno delle perturbazioni, il pop-rock della band risulta raffreddato e poco coinvolgente nei 20 minuti complessivi dell’esibizione.

Jack & Jin

Jack & Jin

Dopo un’altra pausa dovuta alla pioggia, Jack & Jin a calcare il palco di Piazza Borsellino: il duo chitarra e voce/batteria funziona, è esplosivo e poi diciamocelo, vedere una persona in piedi dietro i tamburi fa sempre un certo impatto visivo; il sound ricorda i Bud Spences Blues Explosion, è robusto ma alla lunga evidenzia pattern un po’ troppo simili.

Roberto Angelini

Roberto Angelini

Apprezzabile performance di un gruppo nato da poco e che avrà tutto il tempo per raffinare il proprio repertorio, il giusto antipasto per l’esibizione di Roberto Angelini; il cantautore romano che parecchi ricordano per “Gattomatto” – anche se fingono spudoratamente il contrario – pesca dal suo ultimo lavoro discografico, Phineas Gage, per regalare un’esibizione tanto breve quanto intensa: tra tastiere, theremin, drum machine e loop station la mezz’ora scivola via con la leggerezza dei beat di “Cenere” e “Come sei”.

SadSideProject

SadSideProject

I SadSide Project, quarto gruppo della serata, sono per me la vera sorpresa: “Whinter Whales War” suona magnificamente dal vivo e la band riesce a catalizzare di brano in brano l’attenzione di tutti i presenti facendosi apprezzare sia in duo acido ed elettrificato, sia in trio con sonorità maggiormente; versatili e trascinanti. Chiusura affidata ai milanesi Iori’s Eyes, terza realtà extra-campana che il festival ha portato a Siano: la tarda ora è la cornice perfetta per il dream pop di Clod, Sofia e Giacomo, e “Double Soul” guadagna molto in termini di riuscita live grazie all’innesto del succitato batterista.

Iori's Eyes

Iori’s Eyes

L’ora abbondante spazia da tappeti melodici raffinati e delicati fino ad invadere campi ritmici più grezzi, mentre la voce del frontman contribuisce a rendere ancor più eterea l’atmosfera, fino agli ultimi, un po’ stentati applausi che la folla ha tributato al gruppo.

Dopo 4 ore di musica termina la terza edizione del Rievoluzioni Festival: un plauso fortissimo a chi ha organizzato una kermesse che ha portato in provincia (e sappiamo quant’è difficile) gente del calibro dei Ministri, Teatro degli Orrori e che quest’anno ha avuto il coraggio di portare una line-up dai contenuti artistico-musicali molto forti. Gli ardori, specialmente per quanto riguarda l’affluenza di pubblico, sono stati raffreddati dalle continue minacce di pioggia, ma poco importa: chi ci è stato ha assistito ad una grande serata. E questo è quel che conta.

Giandomenico Piccolo

Foto: Stefano Riccio

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