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Per Un passato Migliore: forse il disco migliore?

Per Un passato Migliore: forse il disco migliore?

Ad ascoltare l’ultimo disco dei Ministri, si resta in un certo senso spiazzati. Vi dico subito che è bello. Molto bello. Si resta spiazzati proprio perché a differenza di quello che si potrebbe pensare assistiamo ad una lieve deriva indie che prima i 3 (anzi 4) ragazzi di Milano sembravano rifugiare. Parlo di certe melodie nelle strofe, certe sensazioni subliminali, ma in certe parti sembra di ascoltare i Ministri conditi da una sana dose di “Tre Allegri Ragazzi Morti”, il tutto focalizzato solo in certe parti delle strofe. Un album riflessivo, meditabondo, in cui i testi cominciano ad essere disillusi, molto più di qualche anno fa. Si cresce, si matura, e non ce ne frega più della faccia di Briatore, quella la lasciamo ai ragazzini, e contestarla non sembra più vera rivoluzione, perché la rivoluzione potrebbe essere la più stupida delle idee…forse la pista anarchica. Certo per i più giovani “pogatori” qualcosa è cambiato, ma solo qualcosa. Leggo in giro commenti non entusiastici, che questo disco non merita. Forse tra la discografia dei Ministri, questo è il disco più completo, forse un concept album, forse: mi piace immaginarlo così, il primo in cui si assapora un’atmosfera di fondo che lega tutti i brani che sembrano scritti tutti insieme quasi contemporaneamente; una sensazione di “appagamento”  che non  avvertivo dal loro capolavoro/debutto “I soldi sono finiti”.  I Ministri, e loro lo sanno, li seguo dagli albori e hanno sempre avuto un sapor pop-rock e loro non ne fanno un mistero. Un gruppo che aspira ad entrare in un certo Mainstream di qualità, anche se il cambio di etichetta e le derive discografiche degli ultimi tempi  credo che li confineranno ad una nicchia dorata, di cui sono fiero ascoltatore. In definitiva Questo è un disco maturo, e carico di rabbia e malinconia specchio della nostra fantastica repubblica delle Banane. I brani che mi sono rimasti impressi dopo 2 ascolti, sono di sicuro “La Pista Anarchica” (forse il meno ministrico dei pezzi) “Mammut” , “Caso Umano” e “I tuoi weekend mi distruggono”. Compratelo se trovate un negozio che lo vende.

Ettore Vivo

 

 

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