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“Oh Maria Vergine Liberaci da Putin”..pillole di Pussy Riot

“Oh Maria Vergine Liberaci da Putin”..pillole di Pussy Riot

“O Maria Vergine, liberaci da Putin” La rivolta è donna. Sto esagerando? Non credo.. Nadežda Tolokonniková, Maria Alëchina e Yekaterina Samucevic non vi dicono nulla? E se aggiungessi Putin, Russia ..  ecco cominciate a capire vero? le Pussy Riot. Per chi non le conoscesse Le Pussy Riot  sono un collettivo punk femminista nato a Mosca nel 2011. Travestite di abiti leggeri e vivacemente colorati , da vere super eroine alla Kick Ass, nascondono la propria identità calando sul proprio viso passamontagna colorati e utilizzando pseudonimi al fine (poco riuscito) di tutelare l ‘anonimato. Ma di certo non vogliono essere invisibili, anzi stimolate dal punk rock , dal Riot grrrl e dall’attivismo politico fanno di tutto per essere riconosciute muovendosi con positività tra la folla nemica. La loro arte sta in flash mob e performance estemporanee di dissidenza politica come quella del 21 febbraio del 2012 nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca , dove tre del gruppo, per protesta contro la rielezione di Vladimir Putin, si sono introdotte e dopo aver fatto il segno della croce hanno cercato di mettere in scena una canzone ma in pochi minuti sono state scortate fuori dalle guardie. Così Nadežda, Maria e Yekaterina, sono state arrestate con l’accusa di  ” teppismo premeditato realizzato da un gruppo organizzato di persone motivate da odio o ostilità verso la religione o un gruppo sociale”, dove l’atto di teppismo non è stato altro che la performance non violenta di circa quaranta secondi che ha visto le ragazze sull’altare, luogo vietato alle donne, cantare con vestiti inappropriati per la chiesa russa ortodossa: la preghiera punk che recitava “Oh Maria Vergine , liberaci da Putin”. Ma nonostante l’accusa ,il carcere fatto di abusi,umiliazioni costanti, continue punizioni e visite ginecologiche forzate e la libertà ottenuta grazie all’amnistia dopo ben  due anni , le Pussy Riot non sono indietreggiate di un solo passo. Anzi, alla prima conferenza stampa dopo quattro giorni dalla scarcerazione hanno dichiarato di non essere intenzionate a rinunciare alla lotta contro il governo Putin e hanno confermato di continuare a fare quello che facevano prima di finire in prigione, dichiarando di voler formare una organizzazione per i diritti umani che avrà come obiettivo quello di migliorare le condizioni dei carcerati in Russia e non solo. A quanto pare la Russia devota a Putin e a Dio , indifferente verso qualunque forma di evoluzione e profondamente sessista dovrà ancora avere a che fare con le Pussy Riot. Riusciranno queste romantiche eroine a vincere o per lo meno ad ottenere qualcosa dal freddo e gelido Cremlino?

Lorenza Porciello

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