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Kveikur: la bomba dei Sigur Rós è pronta ad esplodere

Kveikur: la bomba dei Sigur Rós è pronta ad esplodere

L’ultimo dei loro dischi mi aveva davvero deluso: noioso, ridondante e soprattutto senza spunti; sembrava uno di quei dischi New Age tanto in voga negli anni ’90. Tant’è che al loro concerto invernale di Milano mi aspettavo tutt’altro che l’esplosione post-rock a cui ho assistito. Dal palco i ragazzi islandesi annunciarono che i pezzi che ci apprestavamo ad ascoltare sarebbero poi stati inclusi nel prossimo lavoro discografico. Ed eccolo quell’ultimo disco tra le mani. Finalmente, possiamo (ri)sentirci orgogliosamente fan di questa band, di nuovo. Ritorna la sessione ritmica latitante in “Valtari”, ritorna l’uso dell’elettronica radicale, ritornano i Sigur Rós. La band che ha fatto breccia nei cuori delle star del cinema hollywoodiano (Leonardo di Caprio è grande appassionato della loro musica) presenta al pubblico un disco che vira decisamente al verso il pop, per quanto questa affermazione possa essere assurda. “Kveikur” è un disco fatto di melodie riconoscibili, ritmi cadenzati e ridondante (nel senso positivo del termine) è l’uso dell’elettronica. Un po’ di “Glosoli” riecheggia in ogni traccia. Ed è giusto che sia così. Il titolo del disco ha diversi significati: può essere lo stoppino di una candela, ma anche la miccia di una bomba. Ed è proprio il significato estremo e concreto di questo disco. Esplosivo, ma in grado di tramutare il bagliore della deflagrazione in una flebile fiammella che illumina il volto di Jónsi. Eccezionale.

Ettore Vivo

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