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Caparezza.. Il Live Report Napoli, Arenile Reload 13 Giugno 2014

Caparezza.. Il Live Report Napoli, Arenile Reload 13 Giugno 2014

Il primo concerto di Caparezza che ho visto è stato, cazzo, 10 anni fa, a quello che fu l’Havana Club di Pozzuoli, album “in supposta veritas”, quello di vengo dalla luna, per intenderci, quello di “fuori dal tunnel” per renderci conto del periodo. La band e lo stesso Michele, erano tutti ragazzi che ancora non avevano la certezza che nella vita sarebbero stati musicisti. Avevano negli occhi la serenità di chi si diverte. Chi mi conosce sa che quando si parla di Caparezza sono fottutamente di parte, ma semplicemente perché ho avuto la fortuna di aver vissuto una parte, se pur piccola della sua carriera, abbastanza da vicino per coglierne delle sfumature, che ne esaltano il talento e ne smussano gli spigoli. Arrivare all’arenile, nel 2014, e vedere una scenografia in cartapesta, pupazzi enormi nel backstage, mi fa venire un senso di orgoglio, fa accrescere in me il senso di appartenenza, che parte da quella primavera del 2001 quando per acquistare il suo primo disco dovetti scavare nei meandri dei negozi (rari all’epoca… Quasi come oggi.. ). Quasi 6000 persone sulla spiaggia dell’arenile ed un pubblico che comincia ad essere trasversale e ad abbracciare almeno 2 generazioni. E sono passati Quasi 15 anni di musica senza scendere a compromessi, almeno in apparenza, per questo artista che ha letteralmente inventato un genere e ne è rimasto l’unico esponente il “cantautorap”.
Da sempre Caparezza ha dato molta importanza allo “show”, molti l’hanno definito quasi un circense, e forse questa è la migliore definizione per dare l’idea di cosa è un suo concerto. Questo tour porta all’estremo questo concetto. Scenografie divertenti e un mega schermo alle spalle della band che proietta non solo immagini, ma anche parte dei testi: più che una questione puramente estetica questo escamotage aiuta a sentirsi più coinvolti da i testi stessi, che inevitabilmente nel live vengono un po penalizzati. Lo show, ricalca il concept dell’ultimo album “Museica”,ed è strutturato come una visita al museo, in cui le singole canzoni diventano i quadri e le sculture esposte. Rispetto agli altri tour, grande importanza viene data alle canzoni degli album più vecchi, mescolandoli Sin da subito con i nuovi. La band e le voci nel complesso devono ancora rodare: nessuna imprecisione ma i pezzi nuovi essendo molto complessi sia concettualmente, che musicalmente, necessitano di qualche ora di rodaggio davanti al pubblico per testarne l’effetto. Momento vibrante quello di “China Town” dove a Caparezza fa spazio Michele che si spoglia dei suoi abiti usuali e canta a cuore in mano questo rap dal gusto un po anni 90; un brano che sembra voler nobilitare persino Miki mix, e che parla di un io più profondo mai toccato in altri brani. Non vi resta che comprare i biglietti per il prossimo concerto di Caparezza vicino alla vostra città, di sicuro non ve ne pentirete

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